CANDIDA E ALIMENTAZIONE

Quale collegamento esiste tra candida e alimentazione? Le diete anti-candida sono davvero utili? Ne parliamo in questo articolo.

Candida e alimentazione: facciamo chiarezza

Se soffri di candida da molto tempo, ti sarà sicuramente capitato di incontrare esperti che ti hanno prescritto diete estremamente restrittive. Vietato mangiare dolci, ma anche pasta, pizza, pane, patate… praticamente dovresti eliminare dall’alimentazione tutti i carboidrati! E poi niente latticini, niente cibi lievitati…

Ma un regime così stretto è davvero necessario? Ed è utile?

Noi di NutraLabs siamo fortemente contrari alle diete anti-candida restrittive, perché abbiamo potuto osservare più e più volte che non risolvono realmente il problema. Spieghiamoci meglio.

Innegabilmente esiste un nesso tra candida e alimentazione. È vero che una dieta non equilibrata, eccessivamente ricca di zuccheri, carboidrati, lieviti e latticini, può dare forza alla candida. E, di contro, una dieta molto restrittiva indebolisce questo micete, e le naturali difese possono così trovare un equilibrio precario. Di fatto, stando a dieta spesso i sintomi si attenuano, ci si sente meglio, e ci si convince quindi di essere sulla strada corretta…

Dieta anti-candida: gli svantaggi

Il punto però è che non si tratta di un risultato stabile. Non appena si mangia una pizza o un dolce, ecco che dopo poche ore la candida sembra tornare, più aggressiva che mai! E spesso questo è tanto più vero quanto più è stata rigida la dieta precedente. Evidentemente l’alimentazione restrittiva non ha eliminato il problema alla base, ma ha solo temporaneamente contenuto le sue manifestazioni. E si affaccia un dubbio: dovrò stare a dieta per sempre?

Lo “sgarro”, comunque, motiva a mettersi a dieta ancora più stretta. Alle privazioni alimentari, e all’inevitabile nervosismo che ne deriva, presto si aggiunge anche l’ansia: qualsiasi cosa si mangi, il primo pensiero ormai è: mi farà tornare la candida?

I problemi legati alle diete ultra restrittive come quella che viene propagandata contro la candida sono molteplici:

  • si tratta di schemi alimentari scorretti e sbilanciati dal punto di vista nutrizionale, che quindi nel lungo periodo possono creare problemi di salute;
  • innescano ansia e comportamenti fobici e ossessivi nei confronti del cibo;
  • possono influenzare in modo negativo la vita sociale e famigliare: diventa molto difficile non solo mangiare fuori casa, ma anche coordinare i pasti con gli altri componenti della famiglia. Ne consegue un senso di isolamento che peggiora il malessere.

Se allarghiamo un po’ lo sguardo e giudichiamo la situazione dal punto di vista del benessere globale della persona, diventa chiaro che gli svantaggi superano decisamente i vantaggi!

candida e alimentazione

L’importanza dell’alimentazione

Da quanto detto fin qui dovrebbe essere chiaro che non si può risolvere un problema di candida con l’alimentazione: a questo scopo è necessario un trattamento mirato. Tuttavia, una dieta anti-candida può essere accettabile come misura di emergenza quando ci si trova in una fase di recidive particolarmente difficile. Si tratta, però, solo di un supporto per gestire la sintomatologia nell’immediato: non pensiamo che sia la soluzione del problema!

Se ci si trova davvero in difficoltà nella gestione dei sintomi, comunque, può essere utile eliminare zuccheri, alimenti lievitati (pane, pizza ecc.) e latticini, ma solo per un periodo limitato: 2-4 settimane, al massimo 8, poi la persona deve riprendere a mangiare di tutto, sempre nei limiti di un’alimentazione sana ed equilibrata.

Sì, perché non dobbiamo neppure cadere nell’eccesso opposto e pensare che l’alimentazione non conti nulla! Mangiare in modo corretto è uno dei capisaldi della salute e del benessere, e tutti dovremmo prestare molta attenzione a questo aspetto della nostra vita: sia chi soffre di candida sia chi non ne soffre.

Per riassumere: una sana alimentazione è realmente fondamentale, l’errore è pensare che debelleremo la candida con l’alimentazione.