CANDIDA IN GRAVIDANZA

I cambiamenti ormonali che caratterizzano la gravidanza fanno sì che, durante questo periodo, la candida trovi un terreno particolarmente fertile per il proprio sviluppo. Ecco allora che anche donne che non ne hanno mai sofferto prima si trovano a dover fronteggiare questo spiacevole ospite. In questo articolo scoprirai perché la candida in gravidanza è così comune, quali rischi presenta, e cosa puoi fare per prevenirla e contrastarla.

Gravidanza: come cambia il microbiota vaginale

La vagina è popolata da diverse specie di batteri e funghi, ma in condizioni di equilibrio i batteri predominanti sono i lattobacilli, che grazie alla produzione di acido lattico ed altre sostanze come l’acqua ossigenata proteggono la vagina stessa e anche il tratto genitale superiore (utero, tube di Falloppio, ovaie) dalle infezioni.

Durante la gestazione il microbiota vaginale va incontro a precise modificazioni fisiologiche: il pH, già normalmente acido, si abbassa ulteriormente, e i lattobacilli aumentano ancora di più. Si tratta di una misura protettiva che l’organismo mette in atto per tutelare la gravidanza stessa, dal momento che un’infezione del tratto genitale superiore potrebbe provocarne l’interruzione oppure portare a un parto prematuro.

Estrogeni e candida

I cambiamenti del microbiota vaginale si verificano grazie all’azione degli ormoni estrogeni, che durante la gestazione raggiungono livelli estremamente elevati: da 100 a 1.000 volte maggiori rispetto ai valori normali al di fuori della gravidanza. Più estrogeni significa, a livello vaginale, più nutrimento per i lattobacilli, che di conseguenza prosperano. Ma significa anche, purtroppo, più nutrimento per la candida!

Il pH più acido e l’abbondanza di sostanze nutritive fanno sì che, durante la gravidanza, l’ambiente vaginale sia particolarmente favorevole alla proliferazione della candida. Non solo: gli estrogeni rendono anche la candida più virulenta, stimolando la sua trasformazione dalla forma innocua di spora a quella aggressiva di ifa. Mentre le spore aderiscono alla vagina senza creare lesioni, le ife sono in grado di penetrare e invadere la mucosa vaginale, provocando infiammazione e dolore.

Ecco dunque spiegato perché durante la gravidanza è così comune soffrire di candida. Si può considerarla un “effetto collaterale” dei normali cambiamenti a cui l’organismo va incontro nei nove mesi di attesa.

candida in gravidanza

Candida in gravidanza: i rischi

La buona notizia è che la candida non provoca complicazioni gravi nella futura mamma. Tuttavia, durante il parto è facile che venga trasmessa al bambino e si manifesti poi come mughetto, spesso associato, nelle madri che allattano, a candidosi dei capezzoli: una condizione piuttosto fastidiosa, che può rendere complicato l’allattamento a causa del dolore che ne deriva. Le infezioni micotiche gravi nei neonati sono invece molto rare, e difficilmente interessano bambini sani nati a termine.

La candida in gravidanza, quindi, è una problematica fastidiosa più che realmente pericolosa. E tuttavia può notevolmente compromettere la qualità di vita, rendendo davvero difficili periodi già molto delicati come la gestazione e il puerperio.

Attenzione ai farmaci

Cosa fare dunque se la gravidanza viene disturbata da una insopportabile candidosi vaginale?

Durante i nove mesi di gestazione gran parte delle sostanze che si trovano nel sangue materno riescono, attraversando la placenta, a raggiungere il nascituro. È quindi necessario che la madre eviti di introdurre elementi potenzialmente dannosi per il bambino: ad esempio dovrebbe smettere di fumare, di utilizzare tinture per capelli, e non dovrebbe assumere farmaci.

E in particolare il fluconazolo (Diflucan), farmaco antimicotico per eccellenza, non è sicuro durante la gravidanza! A seconda del dosaggio e della durata dell’assunzione è infatti classificato come farmaco di categoria C oppure D. Spieghiamoci meglio:

  • Categoria C: significa che non esistono studi sulle donne gravide, ma negli animali da laboratorio il farmaco provoca effetti negativi sul feto. Questa è la categoria alla quale appartiene il fluconazolo quando se ne assume una sola capsula da 150 mg, cioè il dosaggio spesso consigliato – ma non sempre efficace – per trattare la candida vaginale.

  • Categoria D: significa che è stato dimostrato da studi su donne gravide che il farmaco può danneggiare il feto. Si va incontro a questo rischio quando si utilizzano elevati dosaggi di fluconazolo (400 o più mg al giorno) per un periodo prolungato durante il primo trimestre di gravidanza; una terapia così aggressiva però è necessaria solo quando si è di fronte a un raro caso di infezione fungina molto grave e disseminata.

Come affrontare la candida in gravidanza

In caso di candida vaginale in gravidanza è bene quindi evitare il fluconazolo e ricorrere eventualmente (sempre previo consiglio del medico) a preparati da applicare direttamente in vagina, che passando nel sangue in quantità molto ridotta presentano rischi inferiori. Usati con parsimonia, anche i lavaggi con bicarbonato possono aiutare.

Occorre poi curare con attenzione l’alimentazione, che dovrebbe essere molto povera di dolci e zuccheri semplici e ricca di fibre: regola necessaria anche per evitare un eccessivo aumento di peso e prevenire il diabete gestazionale. Attenzione anche all’abbigliamento: solo slip in cotone, no ai pantaloni troppo aderenti, e – anche se in gravidanza le perdite vaginali possono essere particolarmente abbondanti – evitare i salvaslip: meglio cambiare la biancheria una volta in più!

Un valido alleato è poi rappresentato dai probiotici. Questi “batteri buoni”, che contribuiscono a mantenere in equilibrio il nostro microbiota intestinale, sono infatti preziosi per prevenire e contrastare la candida durante la gravidanza. Ma non solo: l’assunzione di probiotici ha ripercussioni positive anche sull’esito della gestazione e sulla salute, anche a lungo termine, del nascituro! Può aiutare infatti a prevenire problematiche serie come il diabete gestazionale e la pre-eclampsia, e a proteggere il bambino dalle allergie. Per le donne in dolce attesa può quindi essere una buona idea cominciare subito ad assumere probiotici, e continuare per tutta la gravidanza e l’allattamento.