CANDIDA INTESTINALE

In questo articolo approfondiremo cos’è la candida intestinale, quale collegamento esiste tra candidosi intestinale e vaginale, e perché per riportare in equilibrio la candida a livello vaginale è necessario partire dall’intestino.

Commensale o patogeno?

Facciamo un passo indietro. Come abbiamo spiegato dettagliatamente in questo articolo, la candida è un normale componente del microbiota umano. Tutti la ospitiamo sulla cute e sulle mucose, in particolare a livello gastrointestinale e – per le donne – vaginale.

In condizioni normali la candida non crea problemi perché viene tenuta sotto controllo dalle nostre difese immunitarie e dal resto del microbiota, che le impediscono di moltiplicarsi in maniera eccessiva e di diventare aggressiva. Ma se l’equilibrio che permette una pacifica convivenza con la candida si rompe, allora cominciano i problemi!

Candida intestinale: cos’è

Da sempre i naturopati sanno che, quando a livello intestinale il naturale equilibrio viene meno e la candida si moltiplica in maniera incontrollata, possono sorgere svariati problemi intestinali e non solo.

Anche la medicina ufficiale ha cominciato – solo negli ultimi anni – a riconoscere l’esistenza di questa problematica. I medici la chiamano “sindrome da sovracrescita micotica nell’intestino tenue” (in inglese Small Intestinal Fungal Overgrowth o SIFO): è una situazione in cui la quantità di candida presente nell’intestino tenue aumenta a dismisura, causando sintomi come gonfiore addominale, flatulenza, dolore e diarrea.

Si tratta di un disturbo analogo alla più conosciuta SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth), che si verifica quando sono invece i batteri dell’intestino tenue ad essere troppo abbondanti. I sintomi sono simili e le due condizioni possono coesistere nello stesso soggetto.

La conferma scientifica

Studi recenti hanno analizzato persone con sintomi di gonfiore, dolore e/o diarrea apparentemente inspiegabili, cioè che non risultavano affette da nessuna patologia e in cui tutti gli esami diagnostici avevano dato esito negativo. Misurando la quantità di miceti presenti nel loro intestino tenue, è risultato che nel 20% dei casi i pazienti soffrivano di SIFO; e considerando anche i casi in cui la SIFO era accompagnata da SIBO la percentuale è salita al 38%, più di un terzo!

Ecco, quindi, la conferma scientifica che molte persone con sintomi gastrointestinali apparentemente inspiegabili potrebbero soffrire di quella che i naturopati da sempre chiamano “candida intestinale”.

candida intestinale e vaginale collegamenti

Candida intestinale e vaginale: quale collegamento?

Ma che cosa ha a che fare tutto questo con la candida vaginale?

Il punto importante è che la candida è in grado di migrare dall’intestino alla vagina. Se persiste una situazione di sovracrescita a livello intestinale, è probabile che la stessa cosa si verifichi anche in vagina.

E infatti gli studi scientifici confermano che la candida vaginale arriva dall’intestino. È stato osservato che la maggioranza delle donne affette da candidosi vaginale mostra la presenza di candida anche nelle feci, e spesso la candida presente a livello vaginale e quella presente a livello intestinale sono identiche (hanno il medesimo DNA).

L’importanza di riequilibrare l’intestino

I naturopati dal canto loro hanno sempre sostenuto che candidosi intestinale e vaginale vanno a braccetto. Per un naturopata è evidente che la candida vaginale si accompagna a uno squilibrio del microbiota intestinale, e di conseguenza se si vuole migliorare la situazione a livello vaginale occorre lavorare anche sull’intestino.

Dal momento che la candida è un normale componente del microbiota umano, l’obiettivo di un lavoro contro la candida non può essere quello di sterminarla, di cancellarla dal nostro organismo: è impossibile! E non può nemmeno essere semplicemente quello di ridurne il più possibile la quantità, come fanno i farmaci antimicotici: perché, se nel frattempo qualcosa nel nostro organismo non è cambiato in profondità, la candida ricomincerà a crescere non appena smetteremo di assumere il farmaco.

Dobbiamo invece fare in modo che l’organismo sia di nuovo in grado di gestire la situazione, costringendo la candida a restare nel suo ruolo di ospite innocuo: solo così avremo un risultato duraturo. E per fare questo è indispensabile partire dal ripristino dell’equilibrio a livello intestinale.