CANDIDA E INTESTINO: L’IMPORTANZA DELL’ASSE INTESTINO-VAGINA

Quando la candida continua a tornare, concentrarsi solo sui disturbi vaginali non basta. Gli ultimi studi scientifici mostrano che anche l’intestino può contribuire a mantenere vivo il circolo delle recidive.

Per molto tempo la ricerca scientifica sulla candida vaginale si è concentrata quasi esclusivamente sulla vagina. Tuttavia oggi stiamo assistendo a un importante cambiamento nel modo di intendere questa infezione: da una visione puramente locale a una visione sistemica, ovvero che coinvolge l’intero organismo. Al centro di questa svolta c’è il concetto di asse intestino-vagina, un complesso sistema di comunicazione che lega a doppio filo la salute di questi due organi.

L’intestino, da “serbatoio” a centrale di controllo

L’idea che l’intestino abbia un ruolo nella candida vaginale non è nuova. Fin dagli anni ’70 gli scienziati avevano osservato che, spesso, nelle donne che soffrono di candidosi ricorrenti la Candida è presente anche nelle feci. Si iniziò così a parlare di serbatoio intestinale: l’intestino veniva visto come una sorta di deposito da cui il fungo poteva facilmente migrare per infettare (e re-infettare) la vagina.

Il passo successivo fu dimostrare che i ceppi di Candida trovati nell’intestino e in vagina nella stessa donna sono quasi sempre identici, e che la sua presenza a livello intestinale rende più probabili le recidive a livello vaginale. Queste osservazioni confermarono che esiste un passaggio frequente di miceti tra il retto e la vagina, e che questo passaggio può alimentare la candidosi ricorrente.

Il salto di qualità arriva però con uno studio pubblicato quest’anno. Per la prima volta, i ricercatori hanno osservato che l’intestino non è solo un deposito passivo ma una vera e propria centrale di controllo capace di influenzare la biologia dei tessuti vaginali.

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Come l’intestino influenza la candida vaginale

Analizzando il microbiota intestinale di topi a cui era stata indotta sperimentalmente una candidosi vaginale, gli scienziati hanno scoperto che l’equilibrio di questi batteri decide quanto la vagina sarà infiammata o quanto le sue barriere saranno resistenti.

Non si parla più solo di microrganismi che possono migrare tra intestino e vagina, ma di come l’intestino invii segnali biochimici che arrivano fino alla vagina e controllano:

  1. L’infiammazione. La candidosi non è causata solo dal fungo in sé, ma anche dalla reazione esagerata del nostro sistema immunitario. I ricercatori hanno scoperto che il microbiota intestinale è in grado di modulare i livelli di infiammazione in vagina: quando è ricco di batteri “amici” come i lattobacilli, l’infiammazione vaginale diminuisce.
  2. La barriera di difesa. Le cellule che rivestono la vagina sono ben unite tra loro tramite speciali proteine che funzionano come cerniere biologiche. Lo studio ha mostrato che un microbiota intestinale sano stimola la produzione di queste proteine, rendendo più difficile per la Candida penetrare in profondità nei tessuti.
  3. La cheratinizzazione. Durante l’infezione, la mucosa vaginale tende a ispessirsi in modo anomalo (ipercheratosi) come forma di difesa, ma questo ispessimento altera le normali funzioni del tessuto. È stato osservato che l’equilibrio dei batteri intestinali aiuta la mucosa vaginale a tornare al suo spessore normale.
  4. La fibrosi. Un altro effetto della candida è la fibrosi, cioè la trasformazione del tessuto sano in tessuto cicatriziale rigido per colpa dell’infiammazione. I ricercatori hanno scoperto che anche questo processo è regolato dal microbiota intestinale, e in particolare stimolato da batteri nocivi come Escherichia coli.

La candida altera il microbiota intestinale

Un’altra osservazione sorprendente emersa da questa ricerca è che la comunicazione non avviene solo dall’intestino alla vagina, ma anche viceversa. È bastato, infatti, infettare la sola zona vaginale dei topi con la Candida per vedere, dopo due settimane, un peggioramento della flora batterica intestinale. Questo significa che la Candida in vagina è in grado di inviare segnali biochimici che creano scompiglio nell’intestino. Siamo di fronte a un asse bidirezionale: se uno dei due distretti sta male, anche l’altro ne risente.

Cosa significa questo per chi soffre di Candida?

Queste scoperte danno un’indicazione preziosa a chi soffre di candidosi: la candida non può essere considerata solo un problema locale, e se vogliamo interrompere il ciclo delle ricadute dobbiamo occuparci anche della salute del nostro intestino.

Questo è uno dei cardini del Metodo Milo Manfredini.

Percorso Candida

Fonti scientifiche

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Adamu Bukari, A. R., Kukurudz-Gorowski, R. J., de Graaf, A., Habon, D. A., Manyaz, B., Syvolos, Y., Sumanarathne, R., Poliquin, V., & Gerstein, A. C. (2025). Migration and standing variation in vaginal and rectal yeast populations in recurrent vulvovaginal candidiasis. mSystems. https://doi.org/10.1128/msystems.00157-25

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