CANDIDA ORALE: PERCHÉ CI SI AMMALA?

La candida orale non è sicuramente una malattia rara, ma non è nemmeno comune come molti pensano. Nella maggior parte dei casi, infatti, affinché si manifesti devono essere presenti particolari fattori predisponenti. È il tuo caso? Leggi l’articolo per scoprirlo.

La candida viene definita un patogeno opportunista: un modo per dire che fa parte del fisiologico microbiota del nostro organismo e in condizioni normali non crea alcun problema, ma può “approfittare” di situazioni particolari per diventare patogena e scatenare malattia.

Quando soffriamo di un’infezione da candida, allora, è fondamentale chiedersi: che cosa nel nostro organismo non funziona a dovere? Perché si è alterato l’equilibrio che normalmente mantiene la candida nel ruolo di ospite innocuo?

Vediamo allora quali sono le situazioni che più comunemente possono favorire la comparsa di una candidosi orale.

Indebolimento del sistema immunitario

La candida orale può essere dovuta a un importante deficit del sistema immunitario, come quello causato dal virus HIV o da farmaci immunosoppressori quali i cortisonici, la ciclosporina (di solito utilizzata dai pazienti trapiantati o affetti da patologie autoimmuni come artrite reumatoide o psoriasi), i chemioterapici. In tutti questi casi è molto comune sviluppare candidosi orale.

Candida e HIV-AIDS

Il virus HIV infetta un particolare tipo di globuli bianchi, i linfociti CD4, provocandone la morte. Gradualmente quindi l’organismo diventa carente di queste cellule immunitarie, e le sue capacità di difesa nei confronti delle infezioni (ma anche di alcuni tipi di tumore) diminuiscono sempre più.

Il legame tra candida orale e HIV-AIDS è ben noto. Nell’AIDS conclamato, infatti, la candidosi orale è quasi costante, e spesso associata a candidosi dell’esofago. Nei soggetti HIV-positivi è presente, secondo diverse stime, nel 15-40% dei casi e spesso è un sintomo precoce, presentandosi molto prima di altre infezioni opportunistiche e quando le condizioni di salute della persona sono apparentemente normali.

Diabete

Chi soffre di diabete ha maggiori probabilità di sviluppare una candida orale, e questo per diversi motivi:

  • Il diabete determina alterazioni del sistema immunitario, così che le persone diabetiche sono maggiormente esposte a infezioni in generale.

  • Mediamente un diabetico ha nella saliva una quantità di glucosio superiore rispetto a una persona sana, e questo dà terreno fertile alla proliferazione di candida nel cavo orale. Da notare che più elevata è la glicemia, maggiore sarà anche la concentrazione di glucosio nella saliva: fondamentale quindi un buon controllo glicemico.

  • Molti pazienti affetti da diabete hanno una scarsa salivazione, che aumenta il rischio di candida (ma anche di altre infezioni orali e di carie).

Ricordiamo che il diabete è un fattore di rischio significativo anche per la candida genitale, specialmente nell’uomo.

Antibiotici

Oltre al corretto funzionamento delle difese immunitarie, un altro fattore fondamentale per mantenere sotto controllo la candida è il buon equilibrio del microbiota. L’insieme dei microrganismi che vivono nel cavo orale, infatti, si autoregola evitando che possibili patogeni come la candida prendano il sopravvento.

Ma, quando assumiamo antibiotici, parte dei batteri che formano il microbiota orale vengono eliminati. La candida allora, che non essendo sensibile a questi farmaci non risente della terapia, si trova improvvisamente con più spazio e più sostanze nutritive a disposizione, e può moltiplicarsi oltre il normale.

In aggiunta, da studi recenti emerge che alcuni antibiotici ridurrebbero la capacità delle cellule immunitarie di eliminare la candida.

candida orale cause

Protesi dentali

Il microambiente che si crea tra la superficie della dentiera e la mucosa orale, acido e difficilmente raggiungibile dalla saliva, è ideale per la proliferazione della candida. La candida inoltre contribuisce all’insorgere della stomatite da protesi, un disagio frequente in chi porta la dentiera, che causa dolore e alterazioni del gusto e a lungo andare può portare anche a un ridotto apporto nutrizionale.

Fumo

Sono diversi i meccanismi attraverso cui il fumo di sigaretta facilita la candidosi orale. Anzitutto il calore e l’azione tossica dei suoi componenti irritano la mucosa orale, e una mucosa irritata è più facilmente attaccabile dalla candida. In secondo luogo il fumo altra il pH salivare e riduce l’attività dei globuli bianchi presenti nel cavo orale, riducendo quindi le difese contro la candida. Infine il fumo nutre – letteralmente – la candida, che è capace di utilizzare i suoi idrocarburi aromatici come fonte di energia.

Interessante osservare che la “digestione” di tali idrocarburi da parte della candida ne potenzia la carcinogenicità, e dunque la presenza di candidosi orale in un fumatore potrebbe aumentare il rischio di tumori del cavo orale.

Secchezza delle fauci (bocca secca)

La saliva ha una fondamentale azione di difesa nei confronti delle infezioni orali, compresa la candidosi: quando la produzione di saliva diminuisce, il rischio di candida aumenta. I fattori che più comunemente inducono secchezza delle fauci sono:

  • Sono diverse centinaia i farmaci che possono alterare la produzione di saliva. Tra i più comuni: antistaminici, psicofarmaci, antipertensivi, diuretici, antidiarroici, analgesici, antinfiammatori non steroidei.
  • Sindrome di Sjogren
  • Diabete
  • Abitudine a respirare con la bocca, apnee notturne.

Il mughetto del neonato

Un caso particolare e molto comune di candida orale è il mughetto del neonato: un’infezione fastidiosa, ma non preoccupante.

Il bambino entra normalmente in contatto con la candida durante il parto per via vaginale, e data l’immaturità del suo sistema immunitario a volte non è in grado di contrastarne lo sviluppo. Proprio per questo motivo, maggiormente a rischio sono i neonati prematuri e quelli non allattati al seno, dal momento che il latte materno contiene importanti fattori di difesa.

L’infezione si manifesta con la comparsa di placche biancastre su lingua, palato, gengive e interno delle guance. Le placche, a differenza dei residui di latte, si rimuovono con una certa difficoltà e sotto di esse la mucosa è arrossata e a volte sanguinante. Il mughetto può dare forte bruciore e quindi il bambino sarà irritabile, con crisi di pianto e avrà difficoltà ad alimentarsi.

Il trattamento delle forme lievi può consistere anche solo in lavaggi di acqua e bicarbonato con garze sterili; se questo non è sufficiente si ricorre a un gel antimicotico da applicare localmente, o nei casi più gravi a farmaci in sciroppo.

IMPORTANTE: Ogni tipo di parere è sempre espresso nei termini dell’energetica dei sistemi viventi e non dovrà mai essere ritenuto una diagnosi e non dovrà mai essere considerato un parere medico. Il presente documento non è prescrizione medica ma contiene una serie di suggerimenti di ordine naturopatico. In caso di patologie accertate, prima di intraprendere qualsiasi trattamento, è sempre doveroso rivolgersi ad un medico.

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